Albero in acciaio Corten donato alla comunità
Stemma del Comune di Palazzo San Gervasio

Comune di Palazzo San Gervasio

Omaggio della classe 1976

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Palazzo San Gervasio · classe 1976

Radici forti,
rami liberi.

I nati del ’76

Un albero in acciaio Corten donato alla comunità per celebrare i cinquant’anni di una generazione che ha scelto di lasciare al proprio paese un segno concreto, identitario e destinato a durare.

Il significato

Un dono che resta nel tempo

L’albero rappresenta la memoria condivisa, le radici profonde di una comunità e la libertà dei rami che si aprono verso il futuro. Non è soltanto un’opera da osservare: è un simbolo che parla di appartenenza, legami e continuità.

Materia viva

Il Corten dona all’opera una presenza calda, intensa e riconoscibile. La sua ossidazione superficiale protegge il metallo e regala alla scultura una bellezza materica che cambia con la luce e con il tempo.

Un segno per il paese

Con questo gesto, la classe 1976 ha trasformato un anniversario in un bene condiviso: un’opera capace di valorizzare lo spazio pubblico e raccontare un legame autentico con Palazzo San Gervasio.

“Radici forti, rami liberi” racconta ciò che resta saldo nel tempo e ciò che continua a crescere: la memoria, l’identità e il futuro di una comunità.

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Un simbolo per la comunità

Questa pagina accompagna il leggio informativo dell’opera e ne custodisce la memoria digitale. Il collegamento alla pagina ufficiale Facebook del Comune permette di approfondire la vita culturale e istituzionale del paese.

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Crediti di realizzazione

Opera realizzata da Officine Carlone S.r.l.

Progettazione e realizzazione metallica dell’opera a cura di Officine Carlone S.r.l., con competenze dedicate alla lavorazione del metallo e alla valorizzazione del Corten in ambito urbano e decorativo.

I protagonisti del dono

I 92 partecipanti

Tutti i nominativi che hanno contribuito a rendere possibile questo omaggio alla comunità di Palazzo San Gervasio.

92partecipanti

A

  • ABBATANTUONO Valentino
  • ACQUAFREDDA Roberto

B

  • BAFUNDI Luisa
  • BARBUZZI Antonino
  • BARBUZZI Giovanni
  • BARTOLINO Rosanna
  • BASTA Andrea
  • BELSANTI Rocco
  • BRUNO Angela
  • BUONCONSIGLIO Adriana
  • BUONVINO Antonio

C

  • CALDAROLA Antonella
  • CALDAROLA Claudia
  • CANCELLARA Cosimo
  • CARDILLO Enza
  • CARLONE Alessandro
  • CARULLI Alessandra
  • CARULLI Milena
  • CICORIA Alessandro
  • CIRONE Luciana
  • CRISTIANI Rossella

D

  • DE BONIS Michele
  • DE FLORIO Savino
  • DENTICE Domenico
  • DI CATALDO Armando
  • DI CRISTO Angela
  • DI GERARDO Antonio
  • DI NARDO Rocco
  • DI NARDO Vincenza
  • DI PAOLO Michele
  • DI PIERRO Rosa
  • DI PIERRO Vincenzo
  • D’ACUNTI Daniele
  • D’ERRICO Rosa

E

  • ELIANTONIO Vincenzo

F

  • FALCITELLI Adele
  • FATONE Savino
  • FRACCHIOLLA Antonio

G

  • GALGANO Teresa
  • GENTILE Luisa
  • GENTILE Roberto
  • GRIECO Savino
  • GRIESI Eunice
  • GUIDOBALDI Savino

H

  • HOFMANN Camilla

L

  • LANCELLOTTI Antonella
  • LANCELLOTTI Giulia
  • LANCELLOTTI Grazia
  • LAPOLLA Vittoria
  • LAVALLE Patrizia
  • LEO Maddalena
  • LIBRASI Massimiliano
  • LOPOMO Rosalba
  • LORUSSO Enrica
  • LORUSSO Pasquale
  • LORUSSO Rosa

M

  • MANIERI Patrizia
  • MATERA Antonella
  • MATTIA Antonella
  • MOLINO Michele

N

  • NATALICCHIO Raffaele
  • NOZZA Lucia

O

  • OTTAVIANO Vincenzo

P

  • PALERMO Mariangela
  • PALERMO Patrizia
  • PALERMO Pietro
  • PALERMO Rossella
  • PALMA Michele
  • PARADISO Michele
  • PASCARELLA Tiziana
  • PATRUNO Cinzia
  • PATRUNO Maria Pia

R

  • RIZZI Felice
  • ROMANELLI Antonio

S

  • SALESE Genluca
  • SAPONARA Antonella
  • SAPONARA Giampiero
  • SAVOIA Marielsa
  • SBARRA Daniela
  • SHYROKOVA Julia
  • SILVELLI Vincenza
  • SILVELLO Angela
  • SIMONE Roberto

T

  • TERRANOVA Angela

U

  • UNGOLO Antonio
  • UNGOLO Rosetta

V

  • VIAGGIANI Gianni
  • VIENIBENE Daniele
  • VOLPE Raffaele

Z

  • ZAGARIA Rosa
  • ZAMPILLI Stefania
  • ZIPPI Luigi

Un’opera che racconta appartenenza

Ogni comunità lascia tracce attraverso i luoghi, i gesti e i simboli che sceglie di condividere. Questo albero in Corten nasce da un anniversario importante, ma parla anche al futuro: custodisce una memoria collettiva e la trasforma in presenza viva nello spazio pubblico.

Opera donata alla comunità di Palazzo San Gervasio dalla classe 1976.